Egregio Presidente Fini,
in questo momento (piuttosto lungo, per la verità) molto delicato e preoccupante per le condizioni economiche e sociali, e dello stato della democrazia, in cui versa il nostro irrequieto Paese, mi sento, per la prima volta in vita mia, di rivolgermi direttamente a Lei in qualità di Presidente della Camera e referente di spicco della classe dirigente italiana.
Io, per cultura e formazione, mi sento di appartenere politicamente all'area socialdemocratica e non Le nascondo che negli ultimi 18 anni ho vissuto con grande sofferenza le scelte del Governo di Centrodestra (come del resto quelle di una sinistra poco o per nulla rappresentativa dei propri elettori).
Tuttavia desidero esprimerLe la mia stima, e la mia fiducia, maturate dall'osservazione del Suo percorso politico e della Sua guida istituzionale, di grande rilievo e rispettose delle Istituzioni democratiche, dello Stato di Diritto e che non suscitano imbarazzi nè per lo Stato sociale nè alle libere coscienze.
La questione della casa a Montecarlo, per quanto richieda un chiarimento che la liberi dagli imbarazzi, è, a mio parere, un fatto privato di una Associazione privata (An). Questione che La coinvolge, certo, ma che è evidentemente strumentalizzata e sovradimensionata, oltre che distorta, per meschini scopi politici.
Stia sereno, dunque.
Il Paese saprà restituirLe attraverso la propria fiducia e la propria stima tutto il rispetto che Lei ha sempre avuto per il Paese stesso e le sue istituzioni democratiche e civili.
Cordialmente,
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Lettera al Presidente Fini
lunedì 9 agosto 2010
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domenica 28 ottobre 2007
Da sempre siamo abituati a dire e a sentire di come la Rai sia lottizzata dai partiti. Di come il sistema di spartizione partitocratica della Rai produca, in sostanza, una disinformazione sistematica in spregio al diritto dell'informazione, quella vera, di stampo anglosassone, dei cittadini e miri principalmente a dare visibilità ai partiti stessi.
Da tempo sentiamo e diciamo di come i giornalisti televisivi (e non solo) non "sarebbero" affatto liberi e indipendenti, bensì legati e soggiogati al potere politico e al cui potere sono proni e asserviti, con evidente difetto della libera informazione e a tutto scapito della democrazia e dell'interesse del cittadino ad essere correttamente informati.
Da tempo, inoltre, Bruno Vespa viene citato come "campione" di questo sistema malato della Tv pubblica, del giornalismo connivente alla Casta, di domande non fatte, di temi scomodi elusi, di una patina obnubilante che avvolge la Democrazia, la libera informazione.
Ora, finalmente, ne abbiamo un documento eclatante.
La conversazione è tratta da un'interecettazione telefonica tra Bruno Vespa e Salvo Sottile, già portavoce di Gianfranco Fini.
Ascoltare per credere come le trasmissioni di "informazione politica" vengono costruite addosso ai politici, come si mettono d'accordo, come Bruno Vespa costruisce la sua trasmissione o, meglio, bisognerebbe dire, come i politici costruiscono le trasmissioni a proprio uso e vantaggio.
E Bruno Vespa esegue.
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Etichette: Bruno Vespa, disinformazione, Gianfranco Fini, Lottizzazione, Politica, Porta a Porta, Rai, Salvo Sottile
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