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L’Italia dei Valori appoggia De Luca in Campania. Ecco perchè io NON voto IDV

martedì 23 marzo 2010

Le mie motivazioni vengono spiegate bene qui, in questo articolo di Marco Travaglio, da Il Fatto Quotidiano, del 7 febbraio 2010.

E, come io stesso ho scritto ad Antonio Di Pietro e ai dirigenti dell’Italia dei Valori, compresi Luigi De Magistris e Sonia Alfano:

“Ho sentito al Congresso dell’IDV le giustificazioni di Di Pietro, ma sono comunque anzitutto insufficienti, ma soprattutto inaccettabili. Se si giustifica questo, così, allora si può giustificare tutto il resto. Anche gli altri giustificano a loro modo le loro scelte per me inaccettabili. E quindi dov’è il limite? Io credo che bisogna essere coerenti, coraggiosi e determinati al cambiamento senza annacquamenti con opportunismi di sorta. Si deve stare o di qua o di là il limite della legalità, della moralità politica e al di sopra di ogni dubbio di credibilità”.

deluca

Vincenzo De Luca, candidato Presidente alla Regione Campania

Ecco l’articolo di Marco Travaglio, da Il Fatto Quotidiano, del 7 febbraio 2010.

<<Inutile nascondersi dietro un dito. L’ovazione che ha salutato una vecchia volpe come Enzo De Luca al congresso dell’Idv rappresenta una sconfitta per Antonio Di Pietro e soprattutto per il suo tentativo di portare un minimo di pulizia nella politica italiana. L’impegno strappato a De Luca di dimettersi, se fosse eletto governatore della Campania e poi condannato (in primo grado, sottintende Di Pietro; in Cassazione, cioè fra vent’anni, sottintende De Luca), non è che una foglia di fico. Soltanto le forme, in questa brutta storia, sono state rispettate: Di Pietro ha rimesso al congresso la decisione se appoggiare o meno il candidato impresentabile del Pd e il congresso ha deciso, addirittura per acclamazione, di sì. L’ex pm del resto era stretto nell’angolo dalle circostanze, che non gli lasciavano alternative: o rinunciare a presentare la lista in Campania, o associarsi al Pd cioè a De Luca. Candidati spendibili non ne ha trovati, anche perché ha cominciato a cercarli troppo tardi, quando ha scoperto che la minestra che passava il convento era ancor più indigesta di quanto mente umana potesse immaginare: un candidato due volte rinviato a giudizio per reati gravissimi (concussione, associazione per delinquere, falso e truffa) al posto di un altro, Bassolino, che di rinvii a giudizio ne ha solo uno.