Federalismo? solo chiacchiere.

martedì 9 marzo 2010

Questa storia del decreto Salva-liste è, come si è da subito presentata a chi abbia un poco di senno e altrettanto senso dello Stato, della Democrazia e attenzione e rispetto alla Costituzione, la solita buffonata all'italiana.
E, in questo povero Paese, le buffonate governative sono sempre condite di una quantità industriale di arroganza, protervia e autoritarismo prevaricatore dei diritti democratici e delle regole costituzionali.
E' di poche ore fa la decisione del Tar del Lazio che ha respinto il ricorso presentato dal Pdl confermando l'esclusione delle liste del Premier Berlusconi in questa Regione. La motivazione, in via breve perchè il pronunciamento definitivo si avrà solo il 6 maggio a elezioni già avvenute, è di una semplicità folgorante: La materia elettorale, hanno sottolineato i giudici, è tra le competenze delle regioni e, partendo appunto da questo dato normativo, la Regione Lazio ha approvato nel 2008 una legge che ha disciplinato questa materia. Lo Stato non può ora invadere questo spazio, sostituendo con proprie norme quelle legittimamente approvate dal Consiglio regionale. Il decreto, in conclusione, non è applicabile nel Lazio.

Ora viene da chiedersi: di che Federalismo vanno cianciando gli esponenti di questa destra cialtrona e approssimativa se ritengono di far intervenire il Governo Centrale su questioni che la legge e la Costituzione assegnano alle Regioni stesse e sulle quali si danno proprie normative e leggi regionali? Può il Governo (e perchè?) entrare nel merito, con decreti innovativi o di "interpretazione autentica" che siano, di leggi e regolamenti che la Regione si è data da sè in osservanza e su mandato di regole Costituzionali?




Già a suo tempo hanno abolito l'Ici, che è l'imposta più federalista in assoluto visto che è pagata dai cittadini sul proprio territorio e che sul proprio territorio rimaneva, salvo appunto coprire il "buco" economico dei Comuni con dei trasferimenti statali verso i terroritori. C'è qualcosa di più centralista di questo?

Ora, ed è solo un altro esempio, il Governo centrale interviene con un Decreto elettorale in materia specificamente regionale, federalista, contro il Regolamento elettorale che la Regione si era dato in materia e contro una stessa legge dello Stato (Legge 23 agosto 1988, n. 400) che vieta espressamente il ricorso alla legislazione tramite Decreto Legge in materia elettorale.

Insomma, anche su questo aspetto l'atteggiamento del Governo si trasforma in un boomerang. Ed evidenzia tutta l'arroganza, il disprezzo per le regole e per la legge di questa maggioranza che ha trasformato la "Cosa Pubblica" in "Cosa Nostra".

Inoltre, continuiamo a chiederci: Presidente Napolitano, da chi è consigliato? di quale Costituzione è garante? che parte ha in questa storia? e qualunque sia, perchè ne ha preso parte?

2 commenti:

mozart2006 ha detto...
10 marzo 2010 13:29

Nel Macbeth tre streghe incontrando Macbeth e Banquo profetizzano che il primo sarà Re di Nortumbria (Scozia) ed il secondo non sarà Re ma padre di Re. L’enorme ferocia degli atti messi in atto per carpire la corona ai legittimi possessori impedisce così la discendenza diretta e rilancia , con un catartico bagno di sangue, una nuova dinastia all’insegna di una maggiore moralità .
Ebbene anche in Italia sembrano verificarsi fatti analoghi . Molte molte streghe hanno già emesso il vaticinio : il nostro Macbeth non avrà una discendenza diretta, il suo regno si dissolverà in una cruenta guerra civile ed un nuovo personaggio, discendente di uno dei suoi alleati, assumerà acclamato dai superstiti la Corona .
Sembra tutto ben chiaro c’è solo una sfocatura che impedisce di riconoscere il volto del nuovo Re .
Prestiamo attenzione la cosa è molto stuzzicante .

La Sfinge di Bumbury ha detto...
10 marzo 2010 14:52

ciao,
Shakespeare va bene su tutto, ed a pensarci bene l'analogia con l'atmosfera cupa del Macbeth non è poi così off-topic.
Saluti.